Scopri dove siamo e come raggiungerci a Terrasini

Florio Park Hotel
Abbiamo selezionato per voi alcuni punti d'interesse turistico nelle vicinanze del nostro hotel per pianificare al meglio il vostro soggiorno al Florio, organizzando le vostre visite prima ancora di arrivare in hotel! Cliccate su uno dei punti d'interesse alla vostra sinistra, leggete la descrizione e, cliccando sulla scheda “indicazioni”, calcolate il percorso dal Florio Park Hotel o da un altro punto d’interesse e visualizzatelo sulla mappa in alto alla pagina!
Dall'aeroporto "Falcone e Borsellino" il nostro hotel è raggiungibile tramite taxi (costo € 45,00 circa), oppure tramite transfer privato (da prenotare preventivamente) al costo di € 50.00 (1-3 persone) o € 70.00 (4-8 persone). N.B. i prezzi indicati sono da intendersi a singola tratta (one way).
Dal porto di Palermo è possibile raggiungere il nostro hotel tramite taxi (costo € 50.00 circa) o tramite transfer privato al costo di € 50.00 (1-3 persone) o € 70.00 (4-8 persone). Inoltre tramite i pullman delle compagnie Russo, AST o Segesta (costo biglietto € 6.00) è possibile raggiungere la fermata di Via Nazionale a Cinisi che dista circa 2 chilometri dal nostro hotel. N.B. i prezzi indicati sono da intendersi a singola tratta (one way).
Terrasini deriva da "terra sinorum", "terra delle insenature", per la costa sinuosa e frastagliata, ricca di approdi, di grotte naturali, che inizia dal lido della Ciucca e si estende fino alla spiaggia di "San Cataldo". Centro della cittadina è la Piazza del Duomo dedicato a Maria Santissima delle Grazie, patrona dei terrasinesi. Da visitare il museo D'Aumale, dove è allestita una mostra permanente di collezioni ornitologica ed etnoantropologica.
Castellammare del Golfo è un piccolo e grazioso comune siciliano, situato nella provincia di Trapani, in un tratto di costa dove le alte pareti rocciose si intervallano a spiagge sabbiose ed intime calette. Deve il suo nome al bel castello che si erge quasi a picco sul mare, punto strategico da dove nei secoli passati si scrutavano le acque per prevenire eventuali attacchi nemici.
Fra San Vito lo Capo e Scopello, sulla lunga costa dove vivono e nidificano i rapaci, si estende la Riserva Naturale dello Zingaro, una delle più famose d' Italia; chi desidera immergersi in una natura senza tempo, dove passato e presente si fondono armoniosamente, non potrà fare a meno di visitarla. Lungo i suoi sette chilometri di costa incontaminata (percorribili solo a piedi), le piccole baie pavimentate da candidi ciottoli, il mare che si tinge di inattesi toni di verde e di azzurro, gli scogli appuntiti che separano le diverse spiaggette, la  macchia mediterranea  che sembra tuffarsi  nel mare e  le antiche case coloniche costruite sulla roccia si susseguono mischiandosi  ai  profumi e ai colori, sfoderando tutto il loro fascino.
San Vito lo Capo è un paese delizioso, in provincia di Trapani, che sorge sul promontorio di Capo S. Vito in un punto dove la costa fatta di rocce si apre e forma una delle più belle e rinomate spiagge della Sicilia, con una finissima sabbia chiara che in alcuni momenti della giornata diventa dorata e con un tratto di mare in cui l’acqua è limpida e pulita tanto da meritare la “bandiera blu”. Caratteristico e interessante è il Museo del mare, che in alcune stanze racchiude tutti i reperti ritrovati nel corso degli anni e suddivisi per periodi (preistoria, arabo, normanno, punico, romano). L'ampio lungomare, che si prolunga sino al centro è ideale per delle belle e fresche passeggiate, con i suoi tanti negozietti e bazar, ristoranti e bar, senza tralasciare le pasticcerie dove gustare le specialità siciliane a buon prezzo.
A 750 m. sul livello del mare, Erice si trova in una splendida posizione panoramica che domina l'intera costa occidentale e le isole egadi. Meravigliosa sintesi di arte, storia e paesaggio, la cittadina di Erice conserva praticamente intatto il suo centro medievale, perfettamente integrato con la morfologia del monte ed armoniosamente fuso con la splendida natura circostante. L'impianto urbano ha perfetta forma triangolare ed è delimitato sul lato occidentale da mura ciclopiche, interrotte da torrioni e da tre porte normanne: porta Spada, porta del Carmine e porta Trapani. A sud-est dell'abitato si trova il bellissimo giardino del Balio, all'interno del quale svetta il castello Pepoli, costruito in età normanna e largamente modificato nel XIX sec. per essere trasformato in villa. Risale invece al XII sec. il castello di Venere: una tipica fortezza medievale costruita nell'area ove un tempo doveva sorgere l'antico santuario di Venere Ericina. Erice accoglie più di sessanta chiese, alcune delle quali documenti architettonici di grande pregio e preziosa testimonianza storica: tra queste la chiesa di San Martino, di San Cataldo, di San Giuliano, di San Giovanni Battista.
Segesta è una città di fondazione elima, in perpetuo conflitto con Selinunte, fu detta Egesta dalle genti elleniche. Alleata dei Cartaginesi, fu assediata dai Siracusani che la presero sul finire del IV sec. a.C. Dopo alterne vicende finì per consegnarsi a Roma (prima metà del III sec. a.C.). Il Tempio è tra i più significativi testimoni dell’architettura dorica. Databile alla seconda metà del V sec. a. C. sorge fuori dall’area urbana, su un pendio alle falde occidentali del Monte Barbaro. L’edificio templare è tra i meglio conservati del nostro paese; il peristilio dorico, peraltro mai portato a compimento, presenta un possente giro di colonne arcaiche, poggianti su un basamento a tre gradoni sostenenti la poderosa struttura architravata, con due timpani sui frontoni.
Il Teatro sorge in luogo assai panoramico e suggestivo. In parte poggiante sulla collina, è databile al IV-III sec. a.C. e si presenta con una cavea disposta su venti ordini di gradini scanditi da sette cunei. Poco resta della scena, le cui mura erano abbellite da rappresentazioni paniche. In Contrada Mango sono stati rinvenuti i considerevoli resti di un Santuario elimo del VI-V sec. a. C. che ha fornito materiale archeologico (ceramiche, iscrizioni e graffiti), anche se di difficile decifrazione ed interpretazione.
A soli 30 km dal Florio, Palermo è una città da non perdere. I suoi Musei, i suoi monumenti, le sue Chiese, i suoi giardini e Ville testimoniano un passato di "culture" davvero unico. Un miscuglio di etnie e dominazioni che hanno lasciato un patrimonio di straordinaria ricchezza e varietà. La dominazione araba e poi quella normanna hanno lasciato profonde tracce nel substrato culturale ed architettonico di Palermo, con edifici particolari e caratteristici. Molto interessanti sono i mosaici, come quelli della Cattedrale e della Cappella Palatina del Palazzo dei Normanni. Molti edifici di culto nati come moschee furono in seguito trasformati in chiese, come la chiesa della Magione che presenta ancora i resti di una torre araba, o San Cataldo che ha tre cupole rosse di gusto orientaleggiante. Altre strutture furono costruite in pieno stile arabo, ad esempio il Castello della Zisa, al cui interno si ammira anche una collezione di arte islamica. Se non si ha molto tempo a disposizione, consigliamo di visitare almeno alcuni dei monumenti facenti parte dell'itinerario arabo-normanno, dichiarato dall'UNESCO patrimonio mondiale dell'umanità, che comprende: Il Palazzo Reale o dei Normanni, la Cappella Palatina, la Cattedrale, la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti, la Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio o della Martorana, la Chiesa di San Cataldo ed il Castello della Zisa.
Altra visita da non perdere è quella del Duomo di Monreale, cittadina sita su di un promontorio dominante la città di Palermo. Il Duomo risale al 1174 e fu costruito per volere del re normanno, Guglielmo II. L’interno è vasto, a croce latina, con tutte le pareti interamente coperte da uno straordinario rivestimento musivo, su fondo in oro, che si sviluppa su una superficie di 6300 mq, al quale lavorarono maestranze bizantine, dove viene rappresentato l’intero ciclo biblico sia del Vecchio che del Nuovo Testamento, il tutto dominato dall’immensa figura del Cristo Pantocratore, il quale occupa l’intera superficie del catino absidale.
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